2. blog (PROVA)

IDEE

-Esposizione delle idee
– Commento e condivisione (Brain storming o “trumbuttu de xerbèddus”)
– Scrittura e sviluppo dell’azione/scenica/drammaturgica

CONCEPT

7 CONCEPT PERCHÈ 7 SONO LE PORTE PER ENTRARE A TEBE

“Luce del sole,
la più bella che mai brillò
sulle acque Dircee
Su Tebe dalle sette porte.
Sette guerrieri alle sette porte,
schierati gli uni contro gli altri,
molte armi di bronzo lasciarono come tributo a Zeus,
il dio che mette in fuga gli eserciti.
E…i due figli sventurati, nati dallo stesso padre e dalla stessa madre, l’uno contro l’altro le lance due volte vittoriose levarono
e… morte divisero, in parti uguali.”

1 _ ANTIGONE – Archetipo di scelta

Antigone rappresenta un archetipo della nostra cultura e il punto di crisi (intendendo “crisi” nella sua primaria accezione etimologica di “scelta”) tra le esigenze della realtà umana e la ragione, spesso vestita dalle leggi dello stato, sempre presente nel farsi della nostra esistenza.

Antigone si batte in nome di un comandamento morale, in nome di quelle “leggi non scritte” che le impongono di seppellire il fratello per onorare la pietas verso i morti. Creonte difende un principio giuridico con l’ostinazione di chi ritiene che nessuna legge morale possa elevarsi al di sopra della legge dello stato.

”Ecco, ancora una volta vedrete recitare la storia di Antigone. Antigone è la magrolina seduta lì in mezzo. Sta pensando. Pensa che tra poco sarà Antigone, che si lascerà alle spalle la magra ragazzina scontrosa che nessuno prendeva sul serio in famiglia e che dovrà affrontare Creonte suo zio che è il Re”

2 _ ANTIGONE – La storia di un corpo negato

Antigone, la storia di un corpo. Un corpo abbandonato, negato, trascinato, lacerato, un corpo del reato, che vive oltre il suo essere corpo morto, cadavere.

Antigone si batte per il diritto ad essere corpo, non digitalizzato ma in presenza.

“Dei nostri due fratelli uno solo Creonte di tomba ha onorato, disonorato l’altro. Eteocle, dico, secondo legge e giusta giustizia ha deposto sotterra, onore tra i morti laggiú, ma l’altro, il cadavere di Polinice ucciso, ai cittadini è proibito seppellirlo, e neppure piangerlo è concesso, perché sia abbandonato senza lacrima né tumulo, dolce tesoro per gli uccelli che già lo fissano pregustando il banchetto. Tutto questo, dicono, ha decretato il buon Creonte per me e per te.”

3 _ ANTIGONE – Un fiume di parole rosse di sangue

Antigone come conflitto. Il conflitto tra il governo degli uomini e il governo delle leggi, tra la responsabilità sociale e l’egoismo individuale, tra opposte visioni politiche, tra la nonviolenza e la violenza, tra l’immedesimazione e l’identità, tra il corpo e la legge, tra tra la condizione femminile e quella maschile, tra due opposte visioni etiche e antropologiche. 

Nell’Antigone di Sofocle il conflitto, che in altre tragedie è affidato a cruenti battaglie o ad episodi di violenza, è  demandato alla parola e alla dialettica.

“Ahimè, pensa, sorella, come il padre rovinò, odiato, infamato per le colpe da lui stesso scoperte, trafitti ambedue gli occhi con la sua stessa mano, e poi come la madre e sposa, doppio nome, con lacci intrecciati sconcia la vita; e pensa infine come in un solo giorno i nostri due fratelli, sciagurati, massacrandosi l’un l’altro si sian dati comune destino di morte con reciproca mano. E ora per noi due rimaste sole considera quale sarà la rovina se in nome delle leggi dei padri trasgrediamo decreti e potenza dei capi. È necessario invece considerare questo: che siamo nate donne e contro gli uomini non possiamo combattere; siamo dominate da chi ci è piú forte. È necessario obbedirgli a costo di dolori anche piú grandi. Io dunque pregherò quelli di sotterra di perdonarmi, perché costretta obbedisco a chi ha raggiunto il potere. Nessun senno è nel compiere gesta oltremisura”
“Quale trofeo vale piú per i figli di un padre fiorente di gloria, e per un padre della gloria dei figli? Non pensare che sia nel giusto solo il tuo carattere, solo ciò che dici, e nient’altro. Chi crede di essere il solo a capire, il solo a poter parlare, il solo a possedere un’anima retta, appena lo apri scopri che è vuoto. Ma che un uomo, anche se già è saggio, impari molto e non pretenda troppo, ciò non è vergognoso per nulla. Tu vedi come gli alberi che si piegano contro le rigonfie correnti salvano i rami, ma quelli che vi resistono vengono divelti dalle radici. E cosí la nave che stenda sempre le vele e mai ceda al vento continuerà il viaggio a banchi rovesciati, chiglia all’aria. Su, lascia l’ira, cambia mente. Se infatti anche in me, pur cosí giovane, vi è un qualche senno, dico che nulla è venerabile come un uomo che in sé possieda innata tutta la sapienza, ma poiché, come pare, le cose non stanno cosí, allora è bene imparare anche da altri quando parlano rettamente.”

4 _ ANTIGONE – Manuale di geografia umana, progresso e ambiente 

Antigone come spazio mentale e manuale di geografia umana. La tragedia di Sofocle come guida per riscoprire la complessità del rapporto tra uomo e la natura. Un viaggio nel tempo e nello spazio che ci circonda seguendo una nuova mappa, che ci stimoli a nuovi riletture, tra luoghi virtuali e reali, attraverso nuove e vecchie tecnologie.

“Molte potenze sono tremende ma nessuna lo è piú dell’uomo. È lui che oltre il mare canuto procede nella tempesta invernale attraverso i flutti che gli si frangono intorno. È lui che anche la dea suprema tra tutti gli dèi, Gaia, inconsumabile, instancabile, rivoltando violenta anno per anno con gli aratri tirati dalla stirpe equina. È lui che cattura con attorte reti gli uccelli dalla mente alata e le fiere selvagge e gli animali del mare. È lui, l’uomo, capace di pensiero, che ha il potere sulle bestie dei campi e su quelle che vagano sui monti; è lui che aggioga il cavallo crinito e l’infaticabile toro. È lui che la parola e il pensiero simile al vento ha imparato e l’impulso che porta alla legge e a fuggire gli strali tremendi dell’inabitabile gelo sotto l’etere aperto. Ovunque s’apre la strada, in nulla s’arresta. Cosí affronta il futuro. Da Ade solo non ha escogitato scampo, per quanti rimedi abbia inventato a inguaribili mali. Oltre ogni speranza e ogni attesa, conosce, fabbrica, inventa, a volte volgendosi al male, altre al bene. Allorché s’accorda alle leggi della sua terra e alla giustizia giurata degli dèi siede in alto nella città; ma se si macchia di azioni malvagie e sfrontata audacia, della città neppure fa parte. Mai gli sarò commensale, mai avrò animo uguale con chi cosí agisce.”

5- ESSERE NATA PER AMARE E NON PER ODIARE

Antigone come diritto all’amore.

“Ora tutto è perduto. Poiché quando l’uomo perde l’amore e la gioia, io non ritengo sia vivo, ma piuttosto un morto animato. Raccogli pure grandi ricchezze nella tua casa, se vuoi, tienti pure la parte del tiranno, ma se ti manca la gioia tutto questo è ombra di fumo. Nulla acquisterei da un uomo tranne la gioia.”

6 – POTERE, OSTINAZIONE, DISOBBEDIENZA, CORAGGIO E RIBELLIONE

Antigone, la storia di una ragazza che da sola ebbe il coraggio di contrastare leggi dello Stato da lei ritenute ingiuste. Simbolo della lotta contro il potere, della ribellione romantica e solitaria contro il dominio ingiusto di un tiranno senza limiti.

Tutti noi abbiamo pensato di essere, almeno una volta nella vita, come Antigone e di contrastare quelle regole, scritte o non scritte, ritenute inique o vessatorie. Non sempre, però, abbiamo avuto il coraggio di farlo, ma c’è un’Antigone in ognuno di noi, anche se non sempre si esterna.

“Creonte «E tu invece, e sii breve; conoscevi l’editto? Sapevi che era proibito fare quello che hai fatto?»
Antigone «L’editto era pubblico, lo conoscevo, certo»
Creonte «E hai osato trasgredire questa legge?»
«Non è stato Zeus a proclamarla, e Dike, che dimora con gli dei sottoterra, non ha stabilito per gli uomini leggi come questa. Non ho pensato che i tuoi decreti avessero il potere di far sì che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte dagli dei. Leggi immutabili che non sono di ieri Né di oggi, ma esistono da sempre, e nessuno sa da quando, per timore di un uomo io non potevo subire il castigo degli dei.»
Coro «Ecco la fiera figlia di un fiero padre, non sa piegarsi alla sorte»”

7 – FREE

N.B.

3 CONCEPT (tra i 6) da realizzare sono obbligatoriamente + 1 libero