Biografia

Il Cada Die Teatro nasce a Cagliari nel 1982 e dal 1987 è riconosciuta dal MIC come impresa di produzione di teatro di innovazione nell’ambito della ricerca e sperimentazione. Da molti anni risiede alla Vetreria di Pirri, un ex fabbrica del vetro, diventata un polo culturale della città di Cagliari. Il Cada Die Teatro si occupa principalmente della promozione e sviluppo delle espressioni artistiche, in particolare di tutte le forme di arte scenica e teatro. Produce, allestisce e rappresenta spettacoli. Organizza laboratori, seminari, corsi. Alla produzione di spettacoli che hanno valso alla compagnia nel corso di questi anni numerosi riconoscimenti, si affianca il lavoro di organizzazione di festival e rassegne: Capitani coraggiosi- stagione di teatro dedicata ai ragazzi; Stagione La Vetreria – rassegna di teatro contemporaneo; Festival dei tacchi-Ogliastra Teatro progetto di teatro e natura in Ogliastra; Transistor – festival per le nuove generazioni; Terza ora: teatro – rassegna per le scuole superiori. Il Cada Die Teatro lavorando per un teatro che fosse il più vicino possibile alla realtà ha individuato nella centralità dell’attore l’elemento principale della sua poetica teatrale. Un percorso che ha significato trattare temi forti, vicini al proprio vissuto e alle proprie radici, nel tentativo di coniugare teatro popolare e teatro di ricerca. La sperimentazione di nuovi linguaggi scenici che parlino al presente, la cura per il lavoro dell’attore, l’interesse per la narrazione orale, hanno caratterizzato il percorso artistico di questi anni. Una continuità poetica che si coglie anche nelle produzioni di teatro dedicato ai bambini e ai ragazzi. Attraverso il linguaggio universale della fiaba, si lavora su stratificazioni di significati, che possano essere colti a vari livelli di profondità e che non parlino solo attraverso parole e concetti, ma per immagini, simboli e archetipi. Nel 2001, a coronamento dei suoi primi venti anni di attività, il Cada Die Teatro ottiene uno dei più prestigiosi riconoscimenti nazionali per il teatro italiano: il Premio della critica assegnato dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. L’attività formativa è un’altra parte importante del lavoro della compagnia; all’organizzazione di laboratori e seminari presso scuole o altre strutture, si affianca dal 2003 la nascita della Scuola di Arti Sceniche, che accoglie al suo interno un centinaio di allievi di tutte le fasce d’età: bambini, adolescenti, adulti. Dal 1999 promuove il progetto Migranti rivolto a fasce deboli di giovani e adulti con problematiche di tipo fisico, psichico e sociale caratterizzato da attività di laboratorio, allestimento spettacoli, organizzazione di seminari e convegni anche in collaborazione con Enti, Istituzioni territoriali, associazioni. Opera in altri settori del sociale promuovendo attività nelle carceri, negli ospedali, nei centri sociali, nei centri di salute mentale.

A partire dal 2006 la compagnia in collaborazione con la Cattedra di Antropologia Culturale e con l’ISRE di Nuoro, ha portato avanti una ricerca volta alla creazione di un video-archivio dei testimoni dei bombardamenti del 1943 da cui è nato un documentario, prodotto in collaborazione con la sede regionale RAI per la Sardegna dal titolo Quando scappavamo con il cappotto sul pigiama e ha raccolto oltre 130 testimonianze dei sopravvissuti ai bombardamenti del ’43 a Cagliari, ora a disposizione di tutta la comunità.

Nel 2014- 2016 ha partecipazione al progetto europeo di teatro sociale Meeting The Odissey, che ha coinvolto 13 partner internazionali con spettacoli, laboratori e attività rivolte alla popolazione.

Dal 2018 è partner del progetto Sul filo, una rete per piccoli equilibristi, selezionato dall’impresa sociale nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, rivolto alla fascia 0-6 anni.

Dal 2019 è partner del progetto Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza, finalizzato a promuovere/rafforzare progetti all’interno di istituti penitenziari che mirino alla formazione, recupero, rieducazione e risocializzazione del detenuto tramite il teatro. 

Riconoscimenti

Premio del Festival Nazionale di Teatro Ragazzi di Padova Amici di Emanuele Luzzati 2021

Il respiro del vento 

“Per aver rappresentato con pochi, puntuali e suggestivi elementi scenici, uno spettacolo armonioso e perfettamente bilanciato dal punto di vista narrativo, recitativo, dalle luci, del suono e del coinvolgimento del pubblico. Per la capacità di attingere da diverse tradizioni (berbera e sarda) e di avventurarsi in una esplorazione di archetipi sul coraggio, l’iniziazione, la perdita e il ritrovamento di sé stessi, l’amore che travalica i confini di tempo e di spazio regalandoci un messaggio di speranza, sempre attuale, anche per il futuro del Teatro. Per aver perseverato nella scelta di portare in scena alcune colorate espressioni e filastrocche della lingua sarda, che ha contribuito a rendere vivace un ritmo che ha la cadenza di un respiro e la potenza del vento”

Premio La fiaba magica 2016

IL PREMIO LA FIABA MAGICA ad ALESSANDRO MASCIA
VIII edizione del Festival Un paese incantato

La Fiaba Magica viene conferito a uomini e donne che operano in vari settori e per gli alti meriti acquisiti e riconosciuti nel campo della ricerca scientifica, letteratura e arte, in particolare nell’ importante settore della narrazione orale, della cultura, delle scienze umane

Premio Eolo: migliore novità di teatro ragazzi e giovani 2015

Più veloce di un raglio
Eolo Awards 2015 alla migliore novità di teatro ragazzi e giovani
Motivazione:
Per aver reso umana e palpitante, attraverso un continuo gioco di rimandi precisi e calibratissimi tra racconto, rappresentazione e contrappunto musicale, la storia del gessaio e del suo spelacchiato asino Focoso, che liberato da una malefica stregoneria, diventerà principe. Mauro Mou e Silvestro Ziccardi nello spettacolo, liberamente ispirato a “L’asino del gessaio” di Luigi Capuana, utilizzando in modo veramente originale tutte le forme che la narrazione possiede, rendono emozionante una storia che parla di redenzione,dove nulla è come appare, e dove, sono gli umili ad avere la loro rivincita sulle ingiustizie operate dai nobili e dai prepotenti

Premio Padova 2015 – Amici di Emanuele Luzzati

Più veloce di un raglio

di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, presentato da CADA DIE TEATRO di Cagliari, con la seguente motivazione:

Per la capacità dei due bravissimi attori protagonisti di far vivere sul palcoscenico una storia antica e magica attraverso un’interazione di musica, gesti e parola dai ritmi serrati, avvincenti, incalzanti, perfetti; per il magico magnetismo e la grande forza della recitazione con cui i due narratori-musici hanno saputo evocare atmosfere fiabesche e avventurose che hanno coinvolto, emozionato, travolto e trascinato tutto d’un fiato, in un’atmosfera d’altri tempi, grandi e piccoli spettatori; per l’uso di strumenti musicali tipici della terra sarda ricchi di suggestioni; per la perfetta regia che ha unito il racconto del siciliano Capuana alla cultura, ai suoni, alle parole della terra sarda: due isole unite dai profumi e dal fascino che il gran Teatro sa dare.

Premio Rosa d’Oro 2015

Per lo spettacolo più votato dai bambini, è stato vinto da: Più veloce di un raglio

di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, presentato da CADA DIE TEATRO di Cagliari

Premio Rosa d’Oro 2009

Chisciotte Fenicottero
di Bruno Tognolini e Cada die teatro, Comp. Cada Die Teatro di Cagliari
Premio rosa d’oro – 2009
Il Premio Rosa d’oro è un “premio di gradimento” che i giovani e i giovanissimi esprimono, nei confronti degli spettacoli, mediante una votazione e la compilazione di una scheda preposta.
La media ottenuta, dividendo il numero delle preferenze per il numero delle schede, stabilisce quanto sia piaciuto lo spettacolo. Il più “apprezzato” vince la Rosa d’oro: un gioiello in oro di notevole valore, opera di un artista padovano conosciuto internazionalmente.
Il Premio Rosa d’oro è stato istituito da Giovanni Calendoli per onorare la memoria della moglie Rosetta e per inviare un messaggio positivo ai genitori che portano i figli a teatro.

Premio fuso d’argento

Irgoli, L’isola che non c’è – Attaccati alla coda dell’asino
Premio “Fuso d’argento” Irgoli 2007
Spettacolo vincitore del festival nazionale di teatro ragazzi “L’isola che non c’è” nella categoria “Teatro ragazzi fatto dai ragazzi”

Premio Ribalta 2003

Premio Ribalta (Ribalta, Comuni di Roma e Aprilia, Sipario, RAISAT ragazzi, AGIS scuola) sezione “miglior scenografia” per lo spettacolo “Radio cipolla”. La giuria ha espresso la seguente motivazione: per l’uso ingegnoso e teatrale di un oggetto quotidiano (un motociclo ape), trasformato in un poliedrico elemento scenografico come una e vera propria scatola delle sorprese.

Premio Ribalta 2002

Premio Ribalta (Ribalta, Comuni di Roma e Aprilia, Sipario, RAISAT ragazzi, AGIS scuola) sezione “miglior attore”assegnato ex-equo a Mauro Mou e Silvestro Ziccardi  per “Mariposa la farfalla meccanica”. La motivazione della Giuria: La vecchia coppia circense del clown bianco e dell’Augusto ritorna nei personaggi di Chiodino e Callè catturando insieme al divertimento del pubblico anche un più ampio arco di significati sociali e poetici legati a questa favola moderna sulla necessità di costruire l’utopia. Grazie anche all’affiatamento e alla complementarietà che i due protagonisti mostrano di avere in ogni momento, senza mai avere cadute di ritmo o di entusiasmo.

Premio della critica 2001

A voler “consacrare” i primi venti anni di attività del cada die teatro è giunta l’assegnazione del “Premio della critica 2001” da parte dell’Associazione nazionale dei critici di teatro per il complessivo lavoro svolto durante il ventennio trascorso, perché la compagnia “coniuga un tenace radicamento territoriale con l’esigenza di mantenere vivo il legame con le correnti della ricerca contemporanea.
La sua attività è un esempio di come la collocazione periferica, per la situazione geografica e l’attitudine sperimentale, possa trasformarsi così in un punto di forza.
La propria condizione marginale ha scandito i tempi di un lavoro ben inserito nel movimento della ricerca italiana e sensibile alle possibilità di innovazione dei linguaggi, al tempo stesso attento a valorizzare le ricche tradizioni della propria terra e diretto ad identificare i modi di un nuovo teatro popolare”.

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